Lavorare con il diabete

Lavorare con il diabete è normale e assolutamente possibile. Sappiamo infatti che la malattia diabetica, di per sé, non costituisce motivo di riconoscimento di invalidità. Ma siamo altrettanto consapevoli che, a fronte di una condizione invalidante provocata dal diabete, questa debba essere riconosciuta in modo aggiuntivo. C’è dunque bisogno di regole certe che garantiscano ad ogni cittadino italiano lo stesso trattamento, da Nord a Sud.

Oggi questa garanzia è ancora “incerta”. Non di rado vengono segnalate disparità di valutazione in casi sostanzialmente analoghi. Perché succede questo? Perché la legge nazionale (n. 104/1992) – che prevede le misure di compensazione riguardo all’accesso al lavoro ed al suo mantenimento per gli svantaggi derivanti da minorazioni psico-fisiche – lascia una tale discrezionalità tecnica alle strutture destinate alla valutazione della invalidità, che situazioni identiche o simili vengono trattate in maniera differente a seconda dell’area geografica o della Commissione preposta all’accertato.

È per questo che il Gruppo di Lavoro formato dalla Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale (COMLAS) e dalla Federazione Nazionale Diabete Giovanile ha redatto un documento con l’emanazione di linee guida uniformi sul territorio nazionale in grado di indicare criteri comparabili ed oggettivi che favoriscano l’adozione di decisioni uguali in presenza di situazioni analoghe.

Un documento che vuole fornire uno strumento utile alle Istituzioni e a coloro che vivono in prima persona patologie croniche e invalidanti, nel nostro specifico ai soggetti con diabete.

I risultati verranno presentati a Roma il prossimo 24 novembre nel corso del convegno “La tutela del diabetico”

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