Una pillola per sostituire gli aghi

Una buona notizia  giunge dal MIT (Massachusetts Institute of Technology). I ricercatori hanno infatti ideato una capsula speciale – da ingerire al bisogno – delle dimesioni pari a quelle di un mirtillo e contenente un piccolo ago fatto di insulina compressa che viene liberata solo nel momento in cui raggiunge lo stomaco.  Afferma Robert Langer, professore del David H. Koch Institute e membro del MIT Koch Institute for Integrative Cancer Research: “Siamo davvero fiduciosi, questo nuovo tipo di capsula potrà un giorno aiutare chi soffre di diabete e forse chiunque richiede terapie che ora possono essere somministrate solo mediante iniezione o infusione”. Poiché lo stomaco non presenta recettori del dolore, i pazienti non avvertirebbero alcun fastidio dopo l’ingestione dell’insulina in pillola che essendo biodegradabile, passerebbe in modo innocuo attraverso il sistema digestivo. Prima dei test sull’uomo, tuttavia, saranno necessari altri 3 anni. Spiega Maria José Alonso, docente di biofarmaceutica e tecnologia farmaceutica dell’Università di Santiago de Compostela in Spagna: “Non stiamo parlando di miglioramenti incrementali dell’assorbimento di insulina. Questa è di gran lunga la tecnologia più realistica e d’impatto divulgata per la somministrazione orale di peptidi”.

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